Prefazione


«Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino» più che come Titolo di una ricerca demografica svolta secondo i previsti rigorosi canoni scientifici si potrebbe interpretare come Titolo ricercatamente ad effetto.

«Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino» – in realtà – sintetizza semplicemente e pun-tualmente il risultato di uno studio finalizzato ad identificare le «Cause» di una grave crisi in atto: la «Denatalità».

Ciò con il dichiarato intento, una volta individuate, di rimuoverle al meglio consentito o quanto meno, nell’immediato, di ridurne “concretamente” gli effetti negativi di maggior rilievo.

A tal fine la ricerca parte, e non poteva essere altrimenti, dalla «Vivinatalità Ufficiale» che, com’è noto, anno per anno, corrisponde all’insieme delle denunce obbligatorie delle «Nascite» all’Anagrafe dei singoli Comuni e pertanto definita anche, correttamente, «Vivinatalità Anagrafica».

Più precisamente prende in esame tutta la numerosità dei «Nati Vivi» (nel complesso e per sesso) dal primo Censimento dell’Italia Unita (1861) al 2007.

Subito dopo – nello stesso arco di tempo dianzi precisato ­–  prende in esame l’evolu-zione demografica della «Popolazione» con particolare riferimento a quella «Femminile» evidenziandone «Fecondità» e «Fertilità».

Quindi, avendo acquisito i Dati necessari, passa a considerare i conseguenti «Indicatori Biodemografici»:

· «Vivinatalità Generale» e «Vivinatalità Specifica», facendo emergere con la necessaria chiarezza il progressivo drammatico crollo della «Vivinatalità»;

· «Bilancio Demografico» ponendo in risalto la continuità nel tempo della deleteria «crescita zero»;

· «Invecchiamento», evidenziandone – oltre all’aumento sempre più favorevole per le Donne – gli ineluttabili effetti e positivi e negativi sul contesto sociale con particolare riferimento alla Scuola, alla Sanità e, soprattutto, alle Pensioni;

· «Mortalità Infantile» e «Natimortalità», richiamando l’attenzione come le stesse si siano ridotte al minimo immaginabile documentando così i grandi risultati conseguiti dall’Italia nei fondamentali Settori dell’Assistenza Sociale e della Tutela della Salute;

· «Abortività» intesa sia come «Abortività Spontanea» sia come «Interruzione Volontaria della Gravidanza» facendo emergere il contrasto tra l’incremento della prima ed il parallelo contenimento della seconda; contrasto manifestamente non in linea con il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del Paese;

· «Vivinatalità Virtuale» ovvero l’«Indicatore Biodemografico» (ampiamente commentato nella “Terza Parte”) che si fa derivare dalla somma dei dati e della «Vivinatalità Anagrafica» e della «Vivinatalità Mancata».


Ciò detto appare abbastanza fondato ritenere che l’originalità e l’utilità della «ricerca» emerga proprio dalla proposta di considerare adeguatamente in «Biostatistica», tra i vari «Indicatori Biodemografici», anche la «Vivinatalità Virtuale».


Sembra ovvio aggiungere che spetta ad altri – ove lo ritengano opportuno – sperimentare e verificare se la proposta  sia da considerare valida o meno; accertando soprattutto se  e sino a che punto la «Vivinatalità Virtuale» possa davvero concorrere, favorevolmente, all’assoluta esigenza di invertire l’attuale evoluzione della «Denatalità».

Di invertire cioè, in senso positivo, il Rapporto «Vecchi/Bambini».

Rapporto che – come  puntualmente e dettagliatamente  si evince dalla «ricerca» – oggi indica:

«Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino».


Sommario


Presentazione, Prefazione, Preambolo, Introduzione .......................................... da   pag.     9


Parte I

Vivinatalità Anagrafica e Invecchiamento ..................................... da   pag.   17


Parte II

Vivinatalità Virtuale ............................ da   pag.   53


Parte III

I Dati Territoriali

dell’Invecchiamento ............................. da   pag.   75


Parte IV

Geografia e Graduatorie dell’Invecchiamento ...........................   da   pag. 137


Parte V

Glossario, Bibliografia,

Sitografia, Indice Generale ................ da   pag. 199


Indice Tabelle e

Indice dei Grafici .................................. da   pag. 209


Indice

Generale .................................................. da   pag. 219



La Ricerca conta 224 pagine, 
49 Tabelle, 31 Grafici,
24 Cartine Territoriali, 3 Indici 
e il Glossario.

Parte II

Capitolo 3

Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino


Premessa


Il significato e le gravi conseguenze della successione dei Dati sin qui rilevati, elaborati e rappresentati graficamente sono di una tale drammatica ed esplicita evidenza che sembra quasi pleonastico ogni commento al riguardo.

Lo dimostrano manifestamente le brevi note con le quali i diversi fenomeni considerati sono stati illustrati con il preciso intento di richiamare l’attenzione sugli stessi di quanti dovessero, a qualsiasi titolo, anche solo casualmente, consultare il presente studio.

Si presume, infatti, che il proposito della ricerca meriti attenta ed ampia

considerazione perché la «Rivoluzione Demografica» – ovvero, per dirlo in termini più appropriati, l’«Involuzione Demografica» sin qui rappresentata “non può” anzi “non deve” rimanere assolutamente nell’ombra.

Vero è che ormai quotidianamente si scrive, si parla e si documenta in tema di «Invecchiamento», di «Denatalità» e di «Pensioni»; con termini, però, tipici del balletto della politica che, come tutti sanno, si traduce – in ogni caso – in scarico di responsabilità tra maggioranza di ieri e maggioranza di oggi.

Nella migliore delle ipotesi tutto si riduce, appunto, in termini freddamente economici. Sembra, infatti, che tutto si potrà ritenere risolto se ai pensionati di oggi sarà garantita la continuità della pensione e, soprattutto, se la pensione sarà garantita ai pensionati di domani.

Le due questioni, ovviamente, non sono di poco conto ed è giusto e doveroso che chi governa e chi aspira a governare se ne occupi e se ne preoccupi con il massimo impegno possibile e senza alcuna soluzione di continuità.

Come per ogni altro grande problema, però, la politica prima o poi le soluzioni, più o meno condivise, riuscirà a trovarle.

Lo studio sin qui svolto, invece, pur senza ignorare le implicazioni politiche della realtà rappresentata, pone in evidenza, in particolare, un’altra questione e di gran lunga più importante.

Richiama, cioè, l’attenzione di tutti e di ciascuno sull’«Involuzione Demografica» dianzi evocata e, purtroppo, a tutt’oggi completamente ignorata perché – di fatto –  “sconosciuta”.

«Involuzione Demografica» che si riassume “icasticamente” nella locuzione «Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino».

Come ben si evince dalla Tabella 18 il fenomeno non configura affatto una curiosità statistica. Indica invece, purtroppo, un processo demografico “involutivo” apparentemente inarrestabile e dagli effetti devastanti. Effetti al momento del tutto ignorati o, colpevolmente, sottovalutati.

Si sta profilando infatti, per il Paese, uno dei più pericolosi eventi demografici oggi immaginabili; ovvero quel drammatico squilibrio generazionale a danno dei giovani che è causa conclamata non solo delle pesanti difficoltà sin qui considerate, rappresentate e commentate ma anche – ove mai non dovessero intervenire i dovuti correttivi – del declino della stessa “Italianità”.

Realtà vuole, appunto, che i vuoti demografici di ogni ordine e grado vengano sempre colmati e molto presto; ovviamente, nel caso specifico, dall’immigrazione comunque configurata.

Pur respingendo e condannando senza se e senza ma qualsiasi riferimento ad anacronistici “razzismi” non si può, qui, non ricordare che in tutti i Paesi del Mondo – e quindi anche in Italia – la locale Popolazione è istintivamente votata alla più ferma difesa della propria cultura e delle peculiari tradizioni che la caratterizzano.


Contributo alla Soluzione


E’ forse superfluo ma è, comunque, certamente utile affermare e ribadire che la soluzione ai gravi problemi sintetizzati nella locuzione «Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino» è una ed una sola: creare le condizioni perché la «Vivinatalità» torni finalmente a superare la «Mortalità» sino a far registrare l’auspicato «Saldo Demografico Positivo».

Si ha fondato motivo di ritenere che su tale dato di fatto il consenso sia generale e senza riserve; altrettanto fondato è però il convincimento che non sia affatto generale il consenso su tutte le possibili modalità utili a raggiungere lo scopo.

Non è certamente generale il consenso su quella che, al momento, appare la soluzione più “a portata di mano” e – come il presente studio ha ampiamente dimostrato – con favorevoli prospettive di successo sia pure soltanto parziale.

La soluzione, cioè, decisamente orientata verso l’effettivo contenimento dell’ «Interruzione Volontaria della Gravidanza».

Ciò detto – onde evitare ogni eventuale possibile obiezione più o meno ideoogica e/o strumentale – occorre subito aggiungere che nessuno qui ipotizza l’abolizione o comunque la revisione in senso restrittivo della Legge 1978/194 contraddittoriamente definita “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza“. Anche se, a parere di molti, una più adeguata e più corretta applicazione della stessa meriterebbe attenta considerazione.


Il «Contributo alla Soluzione» che qui si prospetta vuol riconoscere, infatti, soltanto interventi positivi:


• in primo luogo, una corretta informazione e formazione sul «Tema» da svolgere – ovunque sia utile ed opportuno, cominciando dalla Scuola – con tutta la necessaria competenza;


• in secondo luogo, il sostegno morale e materiale – e per tutto il tempo necessario richiesto da ogni singolo caso – alle “numerose” Madri che (come studi, recenti e non, dimostrano) ricorrendo alla L. 1978/194 spesso negano, tutt’ora, tragicamente, la vita al “terzo figlio”;


• in terzo luogo, l’assistenza morale e psicologica associata ad un adeguato sostegno economico – per tutto il tempo  occorrente caso per caso – alle “giovani donne” o (più spesso) “giovanissime donne” che per disperazione (quasi sempre), per ignoranza o per conformismo, si avvalgono della L. 1978/194 per interrompere una gravidanza di norma non voluta e talvolta ingannevolmente subita;  troppo spesso, quindi, frutto di immaturità e di incolpevole inesperienza.


Si presume convintamente che se non proprio tutto sicuramente molto si otterrebbe anche se fossero realmente operativi soltanto i tre interventi dianzi appena delineati.

Tuttavia, senza nulla togliere alle benemerenze che al riguardo il Volontariato (nelle sue più diverse espressioni) ha largamente meritato sul campo, non vi è chi non veda che spetta prioritariamente ed esclusivamente alla Politica il doveroso compito di intervenire con tutti i mezzi necessari consentiti.

Ciò, sia ben chiaro, non solo a tutela dei «Nascituri a rischio di soppressione» ma anche a tutela dei fondamentali interessi collettivi manifestamente lesi dalla «Denatalità» in atto.

«Denatalità» che oggi, purtroppo, fa contare: «Tre Vecchi e Mezzo per Un Bambino»

Il Tema trattato, senza ombra di dubbio alcuno, è di massima attualità e tale rimarrà nel tempo. Anche quando sarà patrimonio culturale di tutti il fondamentale «convincimento» che la questione è – certamente – di ordine etico (e quindi di sicuro interesse per ogni orientamento confessionale) ma  è – soprattutto – di ordine demografico (con tutte le implicazioni sociali, politiche ed economiche che ciò comporta).

Ne consegue che non può e non dev’essere (come purtroppo oggi si registra) materia di scontro ideologico tra destra e sinistra comunque configurate.

Al fine di favorire il generale «convincimento» anzidetto, mentre si rimanda alla consultazione dell’intero «elaborato», qui di seguito si riportano con l’Indice Generale, alcune pagine di testo, alcuni dati ed un grafico tra quelli maggiormente «caratterizzanti» la ricerca.

alla ragazza madre

che con coraggio, sacrificio, dedizione

ed infinito amore ha voluto e saputo

tutelare la vita del «suo» bambino

comunque concepita

anche se per odiosa violenza

Tabella 18

Vecchi per Bambino

(Indice di Invecchiamento *)

1951 • 1971 • 2001 • 2009

Grafico 11

Vivinatalità Virtuale

1988/2006 (*)

Tabella 15

Vivinatalità: Anagrafica • Mancata • Virtuale • 1988/2006


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