Epidemiologia

 

L’epidemiologia – epi (sopra) demios (proprio del popolo)     logia (studio) – com’è noto, studia il “ritmo” con il quale le malattie si manifestano e le “condizioni” che ne favoriscono o ne ostacolano lo sviluppo.

Ne consegue che lo “studio epidemiologico” di ogni malattia presuppone, di norma, la conoscenza dell’eziopatogenesi della stessa nonché delle condizioni organiche, ambientali, demografiche, sociali e organizzative che ne condizionano l’evoluzione o ne consentono la prevenzione; ovvero, quando questa manca o non si realizza, la conoscenza del corretto trattamento terapeutico.

Lo “studio epidemiologico”, nei casi in cui la “terapia” disponibile non porta alla “restitutio ad integrum”, presuppone, inoltre, l’analisi degli esiti invalidanti temporanei e/o permanenti che la malattia in esame produce.

Lo “studio epidemiologico”, infine, sotto il profilo biometrico, quantifica l’exitus che la «morbosità» oggetto di studio determina; quindi la relativa «mortalità» specifica.

Ciò detto occorre subito precisare che allo stato attuale qualsiasi studio epidemiologico in grado di rispondere pienamente alle premesse dianzi indicate appare, di fatto, soltanto “teorico”.

Oggi, infatti, mancano le Fonti statistiche fondamentali sulle quali si “deve” basare, necessariamente, qualsiasi analisi epidemiologica in ogni Settore nosologico.

è certamente innegabile che l’attualità è caratterizzata soprattutto dalla possibilità per il singolo di far giungere via Internet al proprio posto di lavoro l’informazione più globale e globalizzante.

E’ certamente innegabile che l’informazione “online” ha arricchito ed arricchisce giorno dopo giorno anche la conoscenza scientifica; ivi compresa, ovviamente, quella di interesse medico.

E’ certamente innegabile che nella conoscenza medica acquisibile “online” rientra anche l’epidemiologia e con riferimento ai vari aspetti che la compongono.

 

Morbosità

 

E’ altresi innegabile, però, che  quanto sopra affermato risente ancora pesantamente di una grande limitazione.

E’ infatti, praticamente impossibile rilevare “online” – o in altro modo – i dati veri della «morbosità» in quanto le Fonti statistiche in merito sono troppo aleatorie e perciò, di fatto, poco – e in alcuni casi  per niente – attendibili.

Sono certamente tali i dati denunciati dai singoli Paesi e sono tali, ovviamente, quelli rilevabili dagli Archivi dell’OMS in quanto esprimono la risultante dei dati forniti dai singoli Stati aderenti.

Le motivazioni di tanta scarsa attendibilità sono davvero molteplici e complesse. Ciò si evince chiaramente dallo studio in merito riportato in Bibliografia (1) al quale si rimanda per gli eventuali approfondimenti.

Qui basti far presente che nessun Paese è oggi in grado di garantire la denuncia di qualsiasi malattia secondo la sua corretta classificazione nosologica e ancor meno secondo la «morbosità» sia «incidente» sia «esistente».

Addirittura, paradossalmente, ciò vale anche per le malattie infettive e diffusive pur soggette per legge, in quanto tali, a denuncia obbligatoria.

Risulta, appunto, assai improbabile che l’epidemiologo possa, per esempio, rilevare il numero dei nuovi casi di “sifilide” insorti nell’anno (morbosità incidente) e conse-guentemente il numero di tutti quelli insorti negli ultimi cinquanta anni (morbosità esistente).

Lo studio del fenomeno, pertanto, risulta affidato neces-sariamente, in via prioritaria, alla legge dei grandi numeri; con l’auspicio che siano rispettati almeno i 17 Settori nei quali sono stati opportunamente raggruppati i novecento-novantanove codici della Classificazione nosologica gene-rale.

Da tali dati di fatto, purtroppo inconfutabili, consegue che la conoscenza dell’epidemiologia di ciascuna malattia deriva essenzialmente dall’analisi della «mortalità» che la caratterizza.

Ciò anche perché la morte è sempre, per il singolo, un evento certo e irripetibile.

Tuttavia – anche in Paesi avanzati – non mancano i casi di mancata denuncia colposa o dolosa. Tali casi però, proprio per la legge dei grandi numeri, non incidono quasi mai in misura tale da minare la necessaria attendibilità dell’infor-mazione statistica.

E’ alla luce di quanto sopra precisato che l’«Epidemiologia delle Neoplasie Maligne della Mammella» oggetto della presente nota fa riferimento alla «Mortalità» che tali Neoplasie provocano tra la popolazione femminile.

L’elaborazione dei dati qui disponibili considera il “fenomeno” in riferimento alla popolazione interessata dell’ Unione Europea (con più attenzione, perché più dettagliati, per i dati rilevati in Italia) e dei Paesi del Mondo dei quali l’ OMS ha pubblicato le informazioni che ha ricevuto al riguardo.

La sintesi del fenomeno affidata alle quattro Tabelle e ai due Grafici che completano la presente nota risulta tanto esplicita da far apparire pleonastico ogni commento.

Si ritiene, tuttavia, utile richiamare l’attenzione su alcune possibili riflessioni.

 

Mortalità

 

Vale innanzitutto evidenziare (Tabella 1) che l’Italia, in riferimento alla Mortalità per neoplasie maligne della mammella registrata nel 1996 nei Paesi dell’Unione Europea, si è collocata all’ottavo posto della relativa graduatoria.

In secondo luogo merita evidenziare che tanto la Tabella 1 quanto, con maggiore evidenza, il Grafico 1 rivelano che l’incidenza della Mortalità anzidetta sulla Mortalità complessiva per Neoplasie maligne si manifesta in misura diversa, anche da Paese a Paese.

L’Italia, infatti, risulta preceduta soltanto da quattro Paesi dell’Unione.

Certamente maggiore interesse e significato, nell’analisi epidemiologica riguardante l’Italia, assumono le Tabelle 2 e 3 ed il Grafico 2.

Tabelle e Grafico che, tra l’altro, consentono di confrontare la distribuzione, della Mortalità in esame, nel 1995 e nel 1998 ripartita secondo alcune Classi di età e riferita sia alla Mortalità generale sia alla Mortalità per Neoplasie maligne.

Dalla Tabella 2 e dal Grafico 2 emerge, in valori assoluti, da una parte l’incoraggiante tendenza, nel complesso, alla flessione del fenomeno dall’altra la crescente concentrazione dello stesso nelle Età più avanzate (dopo i 60 anni).

Dalla Tabella 3 si rileva, in valori relativi, la minore incidenza (tra le donne di età inferiore agli 80 anni) della Mortalità specifica considerata. Dato questo che, implicitamente, depone in favore delle migliorate possibilità diagnostiche e della conseguente maggiore tempestività del trattamento terapeutico.

Una valutazione abbastanza indicativa della distribuzione del fenomeno nel Mondo la offre poi, certamente, la Tabella 4 anche se fa riferimento a 34 Paesi soltanto.

A tale indubbia insufficienza quantitativa fa riscontro, infatti, la confortante constatazione che la Tabella comprende Paesi tra i più avanzati; il che permette di presumere, fondatamente, l’attendibilità dei dati statistici forniti all’OMS.

Merita precisare che al fine di renderli accettabilmente omogenei i dati esposti sono quelli relativi al 1966 e, con pochissime eccezioni (sei), al 1965.

Compete ovviamente a chi ne ha diretto interesse interpretare e valutare le informazioni statistiche che la Tabella  permette.

Le opzioni possibili sono manifestamente molteplici. La Tabella, appunto, in valori relativi e stadardizzati, considera:

• su 100.000 abitanti, il complesso della Mortalità e l’incidenza sulla stessa della Mortalità per Neoplasie maligne;

• su 100.000 donne, oltre alla Mortalità generale e per neoplasie maligne, la Mortalità specifica per Neoplasie maligne della mammella.




NEOPLASIE MALIGNE DELLA MAMMELLA:

EPIDEMIOLOGIA • MORBOSITA’ • MORTALITA’

 

Donato MAGI

 

già Titolare dell’Insegnamento di Statistica Medica e Biometria: Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma




 

 

Bibliografia:

 

1) Magi D.: La Statistica della Morbosità Attualità e Prospettive, in Rivista ENPDEP n. 4/1976;

 

2) World Health Statistics Annual 1997-1999: Age-standardized death rates;

 

3) Istat: Tendenza della Mortalità in Italia, Anni 1995/1998 - 2001;


4) Magi D.: Mortalità in Italia per Malattia Tumorale nel Decennio 1964-1973; in Rivista ENPDEP n. 6/1975.

 

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