Intervista a Donato MAGI

A proposito di Sondaggi Elettorali


Il continuo ripetersi del richiamo mediatico ai Sondaggi Elettorali – soprattutto alla vigilia di Elezioni Politiche – non può certo sfuggire all’attenzione di larghissima parte degli Italiani. Da ciò consegue certamente l’opportunità di chiarire cos’è un Sondaggio Elettorale e soprattutto di spiegare – per chi non lo sa – come vanno correttamente interpretati e rappresentati i risultati di tale Sondaggio. Al fine di ottenere precise informazioni al riguardo abbiamo intervistato Donato Magi docente universitario di Biostatistica


In base alla sua esperienza di docente universitario di Biostatistica – materia che necessariamente e costantemente fa riferimento all’Indagine a Campione – come vanno correttamente intesi i Sondaggi Elettorali?


Le Indagini Demoscopiche, è ben noto, mirano ad “osservare statisticamente” come un determinato evento si è manifestato, si manifesta o potrebbe manifestarsi nella Popolazione che ne è l’oggetto.

Tra queste Indagini di grande attualità sono, ovviamente, quelle che si propongono di “prevedere” – di volta in volta – come voteranno gli Elettori. I cosiddetti “Sondaggi Elettorali” definiti anche, dagli «Istituti Fornitori», prudentemente, “Intenzioni di Voto”.

Merita precisare che per il «Fornitore» il Sondaggio Elettorale è sempre a rischio zero. E’ inconfutabilmente vero, infatti, che gran parte dell’Elettorato (gli Indecisi) cambia Intenzione di Voto proprio all’ultimo momento. Ciò non vuol dire, però, che l’Istituto che si assume la responsabilità di realizzare il Sondaggio possa operare senza l’obbligo di attenersi sempre e comunque a regole ben precise. È infatti vero il contrario, perché il Sondaggio Elettorale, soprattutto in prossimità di Elezioni Politiche, “deve” risultare ammissibile soltanto se qualsiasi eventuale verifica lo riconosce inequivocabilmente “neutro” ed “attendibile”.


A proposito di neutralità: i Sondaggi Elettorali possono influire, realisticamente, sui Risultati Elettorali?


La risposta è: certamente NO se si fa riferimento agli Elettori che hanno già fermamente deciso come voteranno; certamente SI se si fa riferimento invece agli Indecisi, agli Elettori cioè che decidono all’ultimo momento determinando, di fatto, il risultato finale delle Elezioni.

Vero è, infatti, che quando i Sondaggi indicano ripetutamente il prevalere di uno degli schieramenti politici in campo questo godrà certamente del fenomeno “persuasione occulta” che è proprio di ogni campagna pubblicitaria finalizzata alla conquista dei consumatori in favore di specifici prodotti che si contendono il mercato. Non occorre certo aggiungere che, per l’Indagine Statistica, poco o nulla cambia tra un prodotto commerciale e un programma elettorale. E qui si può eccepire giustamente che mentre una campagna pubblicitaria può non essere obiettiva l’esatto contrario vale per il Sondaggio Elettorale. Vero è appunto che l’attendibilità del Sondaggio Elettorale, merita ripeterlo, deve sempre e comunque risultare verificabile.


Da queste affermazioni consegue logicamente che la successiva domanda è: i Sondaggi Elettorali opportunamente pubblicati e pubblicizzati sono sicuramente «attendibili»?


Dal sito Internet www.sondaggipoliticoelettorali.it i vari Sondaggi registrati nel Febbraio 2006 (alla vigilia delle Elezioni politiche) venti risultavano sicuramente confrontabili. Tali Sondaggi, infatti, avevano in comune:

a)    la numerosità del Campione (1.000 persone circa) tutti meno 2 (di questi 1 contava 1.920 interviste, l’altro 788);

b)    la rilevazione dei dati mediante Intervista Telefonica (assistita dal software CATI – Computer Assisted Telephone Interviewing – in tutti meno uno: il più numeroso);

c)    il riferimento all’Elettorato in quanto tale, tutti meno uno – il più numeroso – che si riferiva  invece a quanti hanno dichiarato di voler votare;

d)    il risultato favorevole al Centro Sinistra, tutti meno uno (il più numeroso).

Senza nulla togliere alla correttezza (grazie anche al CATI) dell’elaborazione statistica dei dati rilevati con i Sondaggi va però detto che alcune forti perplessità le suscitava, fondatamente, la “fermezza” con la quale gli Istituti Fornitori sostenevano che il Campione utilizzato era rappresentativo dell’Intero Elettorato.


Sul «sito internet» da Lei citato si leggeva è vero, chiaramente, che le 1.000 persone circa di volta in volta consultate hanno sempre formato un Campione Statistico adeguatamente rappresentativo dei 47.700.000 italiani chiamati alle urne. Quali sarebbero invece le cause delle forti perplessità da Lei ipotizzate?


Al riguardo le perplessità che non sembrano affatto infondate perché nascono da più fattori, derivano principalmente:

1)  dalla difficoltà di comporre un Campione in grado di rappresentare davvero l’intero elettorato. Lo evidenziano chiaramente la Scheda che indica le peculiarità del Campione Statistico nonché il Grafico (vedi a seguire n.d.i.) che fa riferimento in particolare alla numerosità del Collettivo intervistato. Il Grafico richiama, appunto, l’attenzione sulla difficoltà di comprendere in 1.000 unità la composizione di un Campione di un Collettivo di quasi 48.000.000 (quarantottomilioni) unità; sebbene “limitato” agli Elettori residenti nelle Grandi ripartizioni territoriali (stadi) e “stratificato” soltanto per Sesso e per alcune Classi di Età. Campione quindi macroscopicamente carente ove si consideri che sulle “Intenzioni di Voto” troppo spesso risultano determinanti “anche”, per esempio, la scolarità, la professione, lo stato civile, il censo, l’etnia, la confessione religiosa, e così via;

2)   dalle domande non sempre sicuramente neutre, semplici e dirette ;

3)  dall’impossibilità di verificare se quanti hanno risposto al telefono possedevano davvero i requisiti richiesti dalla corretta composizione del Campione;

4)    dalla sospetta obiettività delle risposte, perché non confortate dall’anonimato:

5)    dalla non sempre certa “ininfluenza” del Committente.

Tanto premesso appare evidente che l’«attendibilità» dei Sondaggi Elettorali su un Campione di 1000 intervistati non può dirsi sufficientemente garantita. Ne consegue, per correttezza scientifica ed obiettività di informazione, che quanti hanno interesse e capacità decisionale considerino al più presto l’opportunità di definire concordemente, quanto meno, i requisiti minimi ai quali il Campione finalizzato ai Sondaggi Elettorali deve attenersi rigorosamente per risultare davvero «neutro»; quindi: «attendibile»  e «ammissibile».

Non molto oggi sembra orientato verso l’auspicio dianzi espresso e tuttavia vale certamente provare a richiamare l’attenzione sulla necessità, in ogni caso, di “sterilizzare” il Sondaggio Statistico. Perché vero è che, volendo, anche il Sondaggio può essere e di Destra e di Sinistra; quindi non sempre privo di ricadute più o meno interessate.


Tornando, per concludere, ai Sondaggi riportati dal «sito internet» sopra citato vale aggiungere che quello a minor rischio di inattendibilità, paradossalmente, era proprio l’unico che non concordava con tutti gli altri. Non tanto perché il Campione di riferimento era più numeroso (1.920 contro 1.000) bensì perché formato da Elettori che dichiaravano di voler votare e perciò, diversamente da tutti gli altri, ha fornito risultati assimilabili, in qualche modo, all’ “exit poll” che, come ormai tutti sanno, si fonda sulle dichiarazioni di Elettori intervistati subito dopo che hanno votato; quindi non su intenzioni di voto ma su voti già espressi.


Distribuzione di un Campione Elettorale di 1000 unità

a più Stadi (Grandi Ripartizioni Territoriali) e

a più Strati (Sesso e Alcune Classi di Età)

Elezioni 2006 • Aventi diritto al voto = 47.851.000 circa

Dal Grafico trova sufficiente conferma, si presume, il dubbio che un

Campione di 1.000 Unità consultate per telefono possa ritenersi credibilmente rappresentativo di ben 48.000.000 di Elettori. Campione cioè correttamente distribuito sul territorio (Stadi) e adeguatamente

disaggregato (Strati) quanto meno per:

Sesso, Scolarità, Professione, Credo religioso, Etnia.



Il CAMPIONE utilizzabile per un

SONDAGGIO ELETTORALE

così come ogni altro

CAMPIONE STATISTICO

è ATTENDIBILE quando

è sicuramente RAPPRESENTATIVO


Precisamente quando:


   •••    Riproduce «in piccolo» l’intero COLLETTIVO (POPOLAZIONE, UNIVERSO): nel caso specifico l’ELETTORATO


   •••    Rispetta la

«RANDOMIZZAZIONE»: risulta composto, cioè, con Scelta Causale

in Grado di Garantire che:

TUTTE LE UNITA’ DEL COLLETTIVO (l’ELETTORATO)

hanno avuto la stessa probabilità di scelta

per FORMARE IL CAMPIONE

(Esempio: Estrazione a Sorte)


••• Risulta articolato in

STADI e STRATI

il più possibile corrispondenti all’Indagine di volta in volta programmata.

           

Per il CAMPIONE ELETTORALE sono:


STADI ESSENZIALI: Regioni, Province, Comuni e/o Circoscrizioni Elettorali


STRATI ESSENZIALI: Sesso, Classe di Età, Scolarità, Professione, Stato Civile;


STRATI COMPLEMENTARI e tuttavia determinanti: Etnia, Confessione religiosa, Censo, Residenza (Urbana, Montana, Rurale).

   

Il CAMPIONE del

SONDAGGIO ELETTORALE

dev’essere

A PIU’ STADI   e   A PIU’ STRATI