L’unico Centro nel quale tutti

– Italiani compresi – non possono non riconoscersi ha una definizione

ben precisa, semplice, chiara:

Tutela della Salute di Tutti e

di Ciascuno.

In merito ben vengano le possibili virtuose sperimentazioni di diversi,

nuovi, originali percorsi finalizzati

al pieno raggiungimento dell’

obiettivo Salute; purché la «Tutela

della Salute» non risulti etichettata ideologicamente.

La Salute, infatti, non può e non

potrà mai essere un poco più di

Destra o un poco più di Sinistra:

la Salute è di Centro e basta!

Tale verità elementare, però, non è

ancora patrimonio comune e

condiviso della Politica nostrana.

Vero è, infatti, che su una questione

come questa, chiaramente di  

interesse generale, e

implicitamente unificante, a politici testardamente «statalizzanti» si contrappongono ancora oggi

politici «privatizzanti».

Quasi sempre ancorati

con proclami e programmi (non di

rado francamente immaginifici e anacronistici): al tutto pubblico

i primi; al tutto privato gli altri.

In realtà è ben chiaro a tutti, anche

a quanti fingono di non

comprenderlo, che nessun Paese

civile potrà mai fare affidamento su

un Sistema Sanitario soltanto

Pubblico e tanto meno su un

Sistema Sanitario soltanto Privato.

Non è per caso, infatti, che in Italia

i due Sistemi coesistono.

Politicamente il punto critico

(e quindi la differenza) tra chi

propugna un Sistema Sanitario un

poco più a Sinistra e chi lo vuole

invece un poco più a Destra

consiste, di fatto, nella «misura» del principio di sussidiarietà che e gli

uni e gli altri presumono di dover

riconoscere al Sistema.

 

Sull’«entità» della «sussidiarietà» la dialettica non può, ovviamente,

non essere aperta purché, in ogni caso,

si riconosca interamente il

diritto alla libera scelta dei singoli.

Realtà vuole, però, che

– malgrado le molteplici esperienze

(in verità talvolta contraddittorie) maturate nell’ambito del Servizio

Sanitario varato nell’ormai lontano

1978 – la politica non è riuscita ad esprimere ancora l’auspicato

progetto salute «completo, moderno, realistico, equilibrato, condiviso».

Eppure tutti, ma proprio tutti, ne ravvisano quotidianamente, anche  attraverso i vari mezzi mediatici,  l’assoluta urgente necessità.

Chi ha avuto modo (per oltre dieci

lustri) di trattare della «questione sanitaria» con libri, saggi,

relazioni, lezioni universitarie e

articoli vari non ha mai mancato

davvero di suggerire riflessioni, di avanzare critiche, di proporre soluzioni.

Tanto impegno, evidentemente

troppo ambizioso, non ha ancora

trovato il necessario riscontro.

Ciò malgrado – chi ha osservato

ed osserva fedelmente il

Giuramento di Ippocrate, chi ha

affidato ed affida all’insegnamento il nobile compito di educare alla

salute – non desiste.

Anche in questa Sezione del Sito

SIMS, pertanto, si propone di

contribuire all’approfondimento dei problemi di maggiore interesse

inerenti tanto alla Salute quanto all’ Organizzazione per la Salute.

A tal fine, di volta in volta,

cercherà di richiamare l’attenzione critica su argomenti, eventi, e

decisioni – con particolare

riferimento a quelli a forte valenza politica – che (tanto direttamente

quanto indirettamente) possono (o potrebbero) influire sia

positivamente che in negativo sulla

Tutela della Salute.